Enotri senza veli – Piccolo gabinetto segreto
Carmelo Colelli (curatore)
La mostra “Enotri senza veli. Il Piccolo gabinetto segreto” costituisce un significativo esempio di collaborazione fra istituzioni museali. Inaugurata presso il Museo della Siritide di Policoro il 20 aprile del 2024, l’esposizione si è avvalsa anche di prestiti dal Museo di Metaponto e dal Parco archeologico di Sibari.
Attraverso 18 oggetti scelti, provenienti dai principali siti Enotri, la mostra illustra un aspetto particolare della società di questa popolazione che viveva fra la Calabria settentrionale e la Basilicata prima dell’arrivo dei Greci e che con questi dovette poi convivere. Il focus è sui reperti in bronzo ma soprattutto in ceramica, sui quali compaiono in maniera più o meno marcata elementi che richiamano alla sfera sessuale. Il breve percorso, organizzato in maniera cronologica, permette una lettura diacronica che accompagna il visitatore dal X/IX al IV/III secolo a.C., quando ormai molti dei siti enotri sono occupati dai Lucani.
Singolare è la scelta di racchiudere la mostra in uno spazio ridotto, quasi riservato, che vuole essere un richiamo ad una lunga tradizione diffusa in Europa dal Rinascimento fino agli inizi del XX secolo, quando gli oggetti considerati “osceni” e offensivi per la pubblica morale erano nascosti al grande pubblico o visibili solo con forti limitazioni. Nasce da qui l’idea, sulla scorta degli esempi Ottocenteschi del Museo Archeologico Nazionale di Napoli e del British Museum di Londra, di riproporre un piccolo Gabinetto Segreto dedicato alla cultura enotria.
A poco più di un anno dall’inaugurazione della mostra vede finalmente la luce il catalogo integrale dei reperti esposti arricchito da tre ampi saggi che lo introducono. Nel primo dei tre contributi il curatore Carmelo Colelli propone una sintesi del concetto di gabinetto segreto; si ripercorre il complicato rapporto che la cultura europea, dal Rinascimento ad oggi, ha avuto con le immagini erotiche giunte sino a noi dal mondo antico.
Segue un ampio saggio di Salvatore Bianco, Antonio Affuso e Ada Preite, i quali illustrano il rapporto fra le popolazioni indigene dell’Italia meridionale, nello specifico degli Enotri, con la sfera sessuale che appare direttamente connessa agli aspetti legati alla fertilità.
Chiude la rassegna il testo di Carmelo Colelli e Maria Castellana che affronta il tema dell’erotismo nel mondo enotrio anche attraverso la prospettiva dei Greci e delle testimonianze scritte da questi ultimi. La seconda parte del catalogo presenta schede analitiche di tutti i reperti esposti corredate da immagini e apparato bibliografico.
L’intero progetto espositivo è stato realizzato dal personale interno del Ministero della Cultura con la collaborazione di studiosi italiani e stranieri esterni per il supporto scientifico.
196 pagine a colori, formato foglio 21x21 cm
€ 40,00
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