Leghorn and the trade in thalers for the East
Alberto D’Andrea, Massimo Sozzi
Con la collaborazione di Manuel Ceccarelli
Il dossier inedito, sul progetto di coniazione dei talleri per il Levante (1760-1761), e per la prima
volta studiato e presentato in questo volume, documenta il piano del Granducato di Toscana, sotto
Francesco Stefano di Lorena, per produrre una “moneta-merce” dedicata esclusivamente ai traffici
con l’Oriente. Il documento funge da manuale di “intelligence economica”, raccogliendo
corrispondenza segreta, analisi tecniche e dati statistici sui mercati di Smirne, Alessandria,
Costantinopoli e altri porti del Levante.
Il tallero toscano (o “tollero”) fu ideato per risolvere lo squilibrio commerciale con l’Impero
Ottomano, fungendo da valuta forte per l’acquisto di beni primari come il grano. Grazie alla sua
stabilità di peso e titolo, riuscì a sostituire le scadenti monete spagnole (“maltagliate”)
precedentemente in uso.
Un elemento chiave del suo successo era l’aspetto della moneta: i mercanti orientali basavano la
propria fiducia sull’immagine dell’Imperatrice Maria Teresa e sulla “mole” (dimensioni e peso)
dell’esemplare, preferendo specifiche rappresentazioni iconografiche e rifiutando simboli imperiali
o religiosi non graditi.
Il porto franco di Livorno rappresentò il cuore dell’operazione. In quanto scalo neutrale e aperto a
tutte le nazioni, permetteva lo scambio agevolato tra l’economia toscana e i mercanti turchi, con
fluttuazioni di valore del tallero legate principalmente alle necessità di importazione alimentare
durante le carestie.
184 pagine a colori, formato foglio 22x32 cm
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60,00€Prezzo
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